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La Puglia

La Puglia è vasta e variegata e storie e luoghi, seppur apparentemente lontani, sono comunque uniti da un filo rosso che dai costoni di roccia a strapiombo sul mare, nel Gargano, si inerpica sulle pietre grigie bordate di muschio disseminate nella Murgia. E' un filo tenace che percorre gravine e colline e plana su spianate di campi di grano. Poi giunge fino al mare a lambire spiagge dorate, a toccare acque di cristallo.
Il profumo intenso del mare, i sapori unici della cucina tradizionale, i colori avvolgenti dei paesaggi, la percezione viva della storia millenaria, i suoni festosi della popolazione.
La Puglia è una terra antica, ricca di fede e tradizione, porta aperta ed ospitale, ponte naturale tra Oriente e Occidente, approdo di flussi migratori e transiti mercantili. 

Il Salento

Il Salento è una terra antica, anzi una “pietra” antica, per la morfologia del terreno, per il dilavamento che le acque hanno operato in milioni di anni accarezzando quei rilievi che gli abitanti chiamano “Serre”. Gli ulivi che ricoprono il Salento con il loro manto argenteo, sembrano proteggerlo dal sole che abbaglia ed addormenta: ulivi contorti, antichi patriarchi che, anche se stanchi, ancora cercano di tirare fuori l'anima della terra.
La forma stessa della penisola salentina ne ha fatto un rifugio per tante persone in ogni tempo. Già dalla preistoria l'uomo ha lasciato segni in questa terra e il tempo li ha consegnati quasi intatti, anche grazie alla scarsa sismicità del territorio. I segni della storia si accavallano, si confondono, si fondono. Nel cuore del Salento, in uno scrigno di storia e cultura, muti testimoni del tempo raccontano le fatiche dell'uomo e della natura. E' la Grecia Salentina, dove arte, ambiente, storia e cultura rendono interessante la campagna quanto i centri abitati.
Una lingua dolce e melodiosa risuona tra stradine e corti, tra ulivi e campi di grano.
Nel viaggio che ha il sapore di una scoperta si possono gustare i piatti di una cucina “povera” che, accompagnata da canti e danze, come la pizzica, può diventare un evento da ricordare.

Il Salento. A parte qualche rara eccezione non ci sono grandi alberghi e villaggi-vacanze. Qui non si va in discoteca, ma in piazza a ballare la pizzica. E in agosto andare in vacanza in masseria, in agriturismo, in campeggio o a casa di amici, con la vicina che fa le orecchiette, fa molto no global.
Dolmen nascosti tra gli ulivi, il suono dei tamburelli, canti e musiche dialettali. Insomma catturati dalla bellezza dei paesaggi e dalle architetture dei borghi, dall’eleganza fiera della gente e dalla buona cucina, ci si viene anche solo per un weekend e ci “salentinizza” al ritornello di “viva lu salentu, lu sole, lu mare, lu vientu".

Il Salento incontra la Valle d’Itria. Colline, vigneti ordinati in filari curatissimi, ulivi, boschi di leccio e querce. Qua e là una masseria Da una distesa di viti, oltre il basso muretto a secco, si innalzano gli inconfondibili tetti a cono dei trulli. Costruzioni rustiche a pianta circolare o quadrangolare, con una cupola a forma di cuspide conica, coperta da lastre sottili di pietre, chiamate chianche o chiancarelle sistemate a secco.

Diffusi in tutta la provincia e databili forse all'età del bronzo, menhir, dolmen e specchie rappresentano uno dei monumenti più spettacolari, ma anche più misteriosi della storia antica salentina, posti in bilico tra leggende e supposizioni.
I Menhir. Sono pietre grossolanamente squadrate, piantate verticalmente nel terreno, di dimensioni variabili e di sezione rettangolare, il più delle volte isolate e orientate con la faccia larga del prisma verso il sole. Quest'ultimo particolare ha suggerito la commistione di più elementi rituali e leggendaria la voce che li vuole custodi arcigni di monete preziose e di favolosi tesori.
I Dolmen. Sono invece costruzioni costituite da lastre di copertura orizzontale sorrette da una serie di pietrefitte o da blocchi di pietra, a formare un'ampia camera sepolcrale, avvalorando l'ipotesi che li vuole monumenti funebri o comunque destinati a celebrare il passaggio nell'aldilà. Elemento comune a tutti i dolmen salentini è l'ingresso rivolto ad oriente.
Le Specchie. Sono infine enormi cumuli di pietrame, a sviluppo conico-circolare, di volta in volta ritenuti di epoca messapica, adibiti a sepolcreto, o di epoca più arcaica, con destinazione difensiva o abitativa, al pari di altre costruzioni tipiche del Salento, come i trulli.

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